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Vincitore del Premio Busoni nel 2005, il pianista torna nella sua città con un concerto con musiche di Bach, Beethoven, Mozart, Kapustin e il Tema e Variazioni di Eliodoro Sollima, in prima esecuzione assoluta nel centenario della nascita del compositore

È affidata ad uno dei pianisti palermitani più celebri l’inaugurazione della Stagione pomeridiana 2026/2027 dell’Associazione Siciliana Amici della Musica: domenica 1° novembre alle ore 17.15 al Politeama Garibaldi sarà protagonista Giuseppe Andaloro, musicista dalla carriera luminosa spiccata dopo la vittoria del primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano. Per l’occasione Andaloro eseguirà in prima esecuzione assoluta il Tema e Variazioni di Eliodoro Sollima, figura centrale della vita musicale siciliana del Novecento, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita.

Quello fra Andaloro e la musica di Sollima è un legame di lunga data: il pianista era già fra i solisti dell’omaggio che il Teatro Massimo dedicò al compositore nel 2010, e lo scorso luglio, sullo stesso palcoscenico, è stato il solista del Concerto per pianoforte e orchestra del 1958 nella serata che la Fondazione ha dedicato al centenario. Attorno alla novità, un programma costruito su due grandi fantasie in Re minore, quelle di Bach e di Mozart, sull’ultima Sonata di Beethoven e sugli studi da concerto di Nikolaj Kapustin.

Nato a Palermo nel 1982, Giuseppe Andaloro è tra i pianisti italiani più apprezzati della sua generazione. Oltre al “Busoni”, ha vinto il London World Piano Competition e i concorsi internazionali di Sendai, Hong Kong e Porto, e nel 2005 ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la Medaglia al merito artistico. Si è esibito al Teatro alla Scala e in Sala Verdi a Milano, al Teatro San Carlo di Napoli, al Mozarteum di Salisburgo, alla Konzerthaus di Berlino, alla Salle Gaveau di Parigi, alla Royal Festival Hall di Londra, alla Sumida Triphony Hall di Tokyo, all’Esplanade di Singapore e alla Concert Hall di Hong Kong, ospite di festival come il Festival di Salisburgo, il Ruhr Klavier-Festival, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Festival George Enescu, il Ravello Festival e l’Al Bustan di Beirut. Come solista ha suonato con la London Philharmonic, la NHK Symphony di Tokyo, la Philharmonische Camerata Berlin, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Hong Kong Philharmonic, diretto fra gli altri da Vladimir Ashkenazy, Gianandrea Noseda e Andrew Parrott; in ambito cameristico ha collaborato con Sarah Chang, Giovanni Sollima, Anna Tifu, Sergej Krylov e John Malkovich. Firma trascrizioni per pianoforte di Le Sacre du printemps di Stravinskij e di La Valse di Ravel, è attivo come didatta e ha inciso per Sony, Warner, Naxos, BAM e Fontec.

Il concerto si apre con la Fantasia cromatica e Fuga in Re minore BWV 903 di Johann Sebastian Bach, concepita per clavicembalo negli anni di Köthen, intorno al 1720, e rivista a Lipsia nel decennio successivo. È una delle pagine bachiane che non uscirono mai dal repertorio: circolò in numerose copie manoscritte già vivente l’autore e fu tra le prime a essere accolte dai pianisti dell’Ottocento, attratti dalla libertà quasi improvvisativa della Fantasia, fatta di passaggi in recitativo e di arditi percorsi cromatici, cui risponde una Fuga dal soggetto anch’esso cromatico e dalla costruzione serrata.

Segue la Sonata n. 32 in Do minore Op. 111 di Ludwig van Beethoven, composta fra il 1821 e il 1822 e dedicata all’arciduca Rodolfo d’Austria: è l’ultima delle trentadue sonate e conclude il ciclo con due soli movimenti, un Allegro dal carattere drammatico preceduto da un’introduzione Maestoso e un’Arietta in Do maggiore con variazioni, nel corso delle quali il tema si trasforma fino a dissolversi in trilli e figurazioni rarefatte. Proprio sull’assenza di un terzo movimento Thomas Mann costruì una celebre pagina del Doctor Faustus.

Di Wolfgang Amadeus Mozart si ascolterà la Fantasia in Re minore K 397, scritta a Vienna nel 1782, l’anno in cui il compositore, frequentando la biblioteca del barone Gottfried van Swieten, scopriva le fughe di Bach e Händel. Dopo l’introduzione Andante in arpeggi, un Adagio di intensa espressività, rotto da improvvise accensioni e passaggi quasi improvvisati, lascia il posto a un Allegretto in Re maggiore: la pagina rimase incompiuta e fu pubblicata postuma nel 1804, e le dieci battute conclusive sono generalmente attribuite ad August Eberhard Müller.

Eliodoro Sollima (Marsala, 1926 – Palermo, 2000) è stato compositore, pianista e didatta: dal 1954 al 1991 ha insegnato composizione al Conservatorio di Palermo, che ha anche diretto per lungo tempo, formando generazioni di musicisti, fra i quali Marco Betta e il figlio Giovanni Sollima. Come pianista fondò nel 1965 il Trio di Palermo e nel 1983 il Sollima Ensemble con i figli Giovanni, Donatella e Luigi; fu inoltre critico musicale del quotidiano L’Ora e animatore del Gruppo Universitario Nuova Musica. Musicista che amava definirsi «non allineato», rivendicò per tutta la vita la propria indipendenza estetica rispetto alle mode del suo tempo, sviluppando un linguaggio che unisce armonie novecentesche e un lirismo intenso, di ascendenza quasi tardoromantica. Il Tema e Variazioni che Andaloro presenta in prima esecuzione assoluta aggiunge un nuovo tassello alla riscoperta del catalogo pianistico di Sollima.

Chiudono il programma quattro brani dagli Eight Concert Etudes Op. 40 di Nikolaj Kapustin, composti nel 1984: “Raillery”, “Pastorale”, “Intermezzo” e “Finale”. Formatosi al Conservatorio di Mosca nella classe di Aleksandr Goldenweiser e, negli stessi anni, pianista in big band jazz, Kapustin ha fuso i due mondi in una scrittura interamente annotata, nella quale il linguaggio del jazz, dallo swing al bebop, viene ricondotto alle forme classiche dello studio, della sonata e della variazione. Il compositore stesso rifiutava l’etichetta di jazzista, ricordando di non aver mai praticato l’improvvisazione: ciò che in questi studi suona spontaneo è in realtà frutto di un calcolo minuzioso, al servizio di un virtuosismo trascinante.

I biglietti, da 5 a 15 euro, sono in vendita al Box Office di via Mariano Stabile 233 (tel. 091335566, dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 19.30), sul sito www.amicidellamusicapalermo.net e nel circuito online e dei punti vendita TicketOne.